Intervista di Piantamountainbike

MARCO CELLINI VINCE IL TRICOLORE CON I CONSIGLI DEL FRATELLO ALESSIO CHE LO ALLENA

Sabato 16 luglio a Peio Terme, l’ elitesport di Frosinone ha vinto il terzo tricolore in questa stagione (GP Inverno, Marathon, Cross country), suo fratello Alessio, biker e praparatore atletico è il suo allenatore

Nel mondo dello sport capita spesso che due fratelli siano uniti dalla stessa passione,  in occasione dei recenti Campionati Italiani, la comune passione per la mountain bike  ha premiato la famiglia Cellini di Frosinone (Lazio).  Marco  ha infatti  indossato la maglia tricolore tra gli Elitesport e intervistato dai giornalisti ha dedicato subito un saluto al fratello maggiore Alessio che non era potuto salire a Peio in quanto infortunato.  Alessio  oltre  a  correre  ha un proprio centro  di preparazione atletica, Studio CTM, nel quale si occupa di sport ed in particolare di ciclismo, nutrizione e medicina dello sport . C’erano  anche i fratelli Braidot, Luca e Daniele che hanno corso tra gli under 23, ma seppur facendo una bellissima gara, non sono riusciti ad arrivate primi, coronando il sogno di una stagione. Marco Cellini invece c’è riuscito.

 

Ciao Marco,  complimenti per il tuo recente successo al campionato Italiano XC EliteSport di Peio, vogliamo sapere qualcosa in più su di te, raccontaci in breve chi sei e cosa fai.
Ciao Aldo e un saluto a  tutti i lettori di Pianetamountainbike.it, vi ringrazio per il vostro interesse e per questa intervista.

Sono Marco Cellini, classe 85, di Frosinone, laureato in comunicazione multimediale, amo lo sport in generale anche se mi concentro sul ciclismo fuoristrada. Sono un tipo che ama la tranquillità e gli amici.

 

Parlaci dei tuoi primi approcci al ciclismo, dei passaggi di categoria, dei tuo vari team.

Corro in bici da 10 anni, ho iniziato con qualche gara in Mtb, poi mi sono tesserato con l’UC Alatri di Giancarlo Rossi, team di juniores su  strada che mi permetteva di partecipare sporadicamente a gare di MTB (la mia vera passione) durante la stagione. Ho intrapreso la strada del ciclismo seguendo le orme di mio fratello Alessio che già da qualche anno gareggiava in MTB.
Sono cresciuto in ambienti tranquilli, e la pressione più grande che ricevevo era quella di non farmi male. Le motivazioni le ho sempre trovate dentro di me e cosi mi sono concentrato puntando obiettivi alla portata e sempre di importanza crescente. Ho iniziato con i campionati regionali, poi con il passaggio da Under23 ho puntato a podi Nazionali ottenendone 3 con la convocazione in maglia azzurra per una prova di coppa del mondo in Svizzera (Champery).

Dopo qualche anno da Elite adesso sono passato alla categoria amatoriale Elitesport  con la cicli Taddei. Le mie squadre sono  state tutte del centro Italia: Team Pontina Cicli, UC Alatri, Pro bike Roma, Grifo bike Perugia, Team Eurobici Orvieto, GS Cicli Taddei.

Hai avuto una crescita costante in questi anni, adesso sei un atleta giovane ma affermato e conosciuto. Quale è il segreto per ottenere questi successi?

Bè il segreto dei miei successi credo sia un insieme di fattori, un atleta vincente è il risultato di tante componenti, alcune delle quali devono e possono essere allenate, altre invece devi averle nel tuo codice genetico.  Serve anche un ambiente sereno, una testa sgombra da pensieri, un team che ti sostiene dal punto di vista tecnico ed economico.

Di sicuro sono molto caparbio ed abituato alla fatica, questo mi rende facile gli allenamenti, sono molto dedito al mio sport e non lascio nulla al caso, quindi nel corso degli anni ho cercato di ridurre il numero di errori e di migliorare le mie lacune grazie anche al prezioso supporto di mio fratello, nonché preparatore, Alessio. Ho avuto la fortuna di essere sempre stato seguito da lui per la preparazione, nessuno mi conosce come lui.

Come mai hai deciso di passare alle categorie amatoriali?

La decisione di passare alle categorie amatoriali non è stata facile, è stata una proposta del mio presidente che avendo una  delle migliori squadre a livello amatoriale del panorama nazionale, si trovava a non poter gestire l’attività da Elite per pochi agonisti. Nel centro Italia le realtà capaci di seguire un’intera stagione di atleti Elite sono veramente poche.

Quindi da qui la proposta di provare un anno in questa categoria e vedere cosa si riusciva a fare. Io dopo qualche mese di riflessioni ho deciso di accettare. In fondo amo correre e misurarmi con gli avversari, non do peso alla tessera e considero molti “amatori” dei grandissimi atleti; è stato solo un cambio nella forma, non nella sostanza, tra l’altro il passaggio non è irreversibile, sono giovane ed ho ancora tempo per riaffacciarmi tra gli Elite.

Certo Marco che un’ anno come questo, te lo ricorderai per parecchio tempo ?
E’ vero quella che ho indossato a Peio era la terza maglia tricolore, infatti avevo iniziato la stagione vincendo in Maremma il Campionato d’ Inverno, poi all’ inizio di maggio mi ero ripetuto nel Campionato Italiano Marathon. Questa stagione è andata molto bene, non solo per i titoli conquistati, ma anche per le buone sensazioni di quando pedalo  e l’esperienza accumulata.

 

 

Sinceramente, è stato più duro vincere il Marathon o il tricolore cross country ?
Sono state due gare molto differenti. La gara Marathon ho capito che l’avrei vinta dopo pochi chilometri, ti accorgi di stare con facilità insieme ai primi della tua categoria poi aumenti il ritmo e rimani da solo, gestisci la fatica cercando di non commettere errori; la gara cross country è stata molto più combatutta ed incerta, passo in testa solo al secondo giro poi gestisco il margine cercando di rimanere concentrato. A livello di fatica sucuramente il Marathon è stato impegnativo, ho avuto mal di schiena per una settimana..

Passiamo agli aspetti tecnici, per questo chiamo in causa tuo fratello Alessio. Come avete strutturato la stagione?

Ciao Aldo, grazie dello spazio che ci concedi. La stagione di Marco è tutta incentrata su 3 obiettivi, tutti centrati (Gran prix d’Inverno, campionati italiani marathon, campionati italiani xc). Avere 3 obbiettivi sparsi in una intera stagione richiedo una condizione di forma sempre su buoni livelli, picchi di forma ricercati con lavoro a breve termine affiancati a brevi fasi di transizione pre/post periodo preparatorio.


Figura. Controllo dei dati stagionali di Marco. Tutto è tenuto sotto controllo con verifiche settimanali.


Come ha preparato gli obiettivi stagionali?

Marco lavora in modo molto preciso, grazie anche al supporto del misuratore di potenza che utilizziamo da 7-8 anni ormai. Di solito prima di iniziare la preparazione per una gara obiettivo eseguiamo 2-3 giornate di test, alcuni nel mio studio ed altri su strada; si definiscono quindi obbiettivi relativi alle peculiarità della gara obiettivo e relativi agli aspetti ‘carenti’ evidenziati dai test. La preparazione dura 2-4 settimane, un periodo relativamente breve perché si parte sempre da una condizione di forma buona e stabile.

Come è strutturata la settimana tipo di Marco?

Dipende dal periodo. Come tutti gli atleti di alto livello, anche con Marco si tende all’allenamento giornaliero, con la possibilità di un giorno di riposo settimanale (solitamente lunedì o martedì). Il suo volume di lavoro non è molto elevato, generalmente compreso tra 15-20h/settimana nelle fasi a maggior carico di lavoro. E’ un atleta fondamentalmente completo, cura un po’ tutti gli aspetti condizionali in settimana con richiami più o meno estensivi; gli allenamenti più corposi sono collocati sempre al centro della settimana così ha la possibilità di recuperare dalla e per la gara.

Figura. Uno degli ultimi allenamenti di Marco sulla distanza in vista del campionato italiano marathond di Gualdo Tadino. 4h con 2300mt di dislivello, alcune salite scalate ad intensità di Soglia (FTP) con variazioni.


Quali sono le sue principali caratteristiche atletiche?

Dal punto di vista atletico ha molti pregi, è ben predisposto per l’attività di endurance con importante componente anaerobica. Ha un consumo di ossigeno molto alto (>80ml/Kg/min n.d.r.), ha un rapporto altezza/peso/masse muscolari molto favorevole, un ottima tolleranza lattacida; dal lato psicologico sa gestire bene la tensione ed ha grande capacità volitiva. Se vogliamo trovare dei lati ‘negativi’, posso dire che non è molto veloce (nella gare di sprint spesso lo batto..), sul tecnico potrebbe migliorare.


Torniamo a Marco. Quale disciplina ritieni più adatta a te?

Mi piacciono tutte le discipline del fuoristrada, ognuna ha una particolarità che mi affascina molto, nelle Marathon mi piace la sensazione di fatica costante e la necessità di sapersi gestire , il Cross County è molto più adrenalinico ed il fatto che sia una gara a giri rende tutto più interessante per chi corre e per chi assiste.. ritengo personalmente di essere più portato per  lunghe distanze .

C’ è un atleta in particolare che in questi anni ti ha dato filo da torcere e che quando lo vedi sai che sarà una gara dura fino alla fine, perché lui non molla mai ?

Sicuramente stimo ed ammiro Mirco Balducci, lui è un grande campione e corre in modo corretto; quando c’è lui il risultato finale è sempre scontato (vince lui…) ma qualche volta mi confessa che almeno un po’ nelle prime fasi di gara l’ho messo in difficoltà. Poi ho l’onore di avere in squadra anche Francesco Casagrande, lui è il nostro vanto, ce lo invidiano tutti..


Come vedi la situazione della mountain bike in Italia?

In Italia ci sono molti giovani talentuosi che si stanno mettendo in mostra in questi ultimi anni, questo fa prevedere un futuro promettente, spero che il numero di giovani dediti allo sport cresca ancora.

Qual’ è il biker del presente o del passato che vedi come modello da seguire ?

Che domande Aldo! È chiaro.. Marco Aurelio Fontana è una persona fantastica ed un’atleta Maiuscolo!!

Poi sono sempre molto contento quando leggo dei buoni risultati di Umberto Corti.. con lui sono stato selezionato da Pallhuber nel 2007 per una prova di coppa del mondo in Svizzera, quindi  vedere quanto è diventato forte mi fa sempre piacere.


Siamo a fine luglio, molti partono per le vacanze, tu facendo un giro del mondo dove ti fermeresti?

E’ semplice… mi fermerei a 10km da casa mia.. a Morolo.. un paese dove c’è una persona che mi sta cambiando la vita.. in meglio eh!


Hai un sogno che vorresti realizzare ?
Sogno di trovare un lavoro che mi lasci sempre il tempo per allenarmi.. per non spegnere questa mia passione. Poi in mente ho l’idea di realizzare una scuola giovanile di ciclismo.

a.b. – 22 luglio 2011

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Pubblicato il 22 luglio 2011 su Senza categoria. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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